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venerdì 24 febbraio 2012

In Italia il cambiamento non s'ha da fare

Neanche il tempo di complimentarmi con Monti per il discorso delle SrL semplificate (che per un Paese retrogrado come l'Italia sarebbero una piccola rivoluzione) ed ecco che, a quanto pare, salta tutto! Il motivo? Mancano i danè. Sembra di essere già tornati al governo Berlusconi e alle tremontiano rigore che blocca la crescita e costringe il Paese alla recessione. E la stagione di riforme? "Un'idea al mese per far ripartire l'economia"? Dove sono finite tutte queste chiacchiere?

Non basta che le privatizzazioni abbiano incontrato l'opposizione bovina dell'asse dei partiti - ancora questi hanno il fegato di farsi sentire? - no, adesso, anche le agevolazioni per i giovani vanno a farsi benedire. Il salasso "salva Italia" s'è realizzato senza problemi (perché quando si tratta di tosare il contribuente l'Italia non ha rivali), "cresci Italia" invece....

Niente, il cambiamento in Italia non s'ha da fare. Al governo è bastato che lo spread si abbassasse e che i mercati ritrovassero fiducia per cominciare a rimangiarsi quanto promesso. A questo punto lancio un appello ai giovani che avevano sperato (e continuano a sperare, chissà che alla fine non si arrivi a un compromesso) nelle Srl semplificate.

A Londra creare una Limited (Ltd) costa tra le 25 e le 250 sterline (dipende da che tipo di Lmt si sceglie, comunque sempre costi contenuti). In Germania? Un euro e si mette su una mini-GmbH. Negli USA invece per una Limited Liability Company (LLC) si va dai 50 ai 500 dollari (qui la differenza è in base allo Stato scelto).
E' tempo di dire basta alle bestialità italiane: bisogna che tutti quelli interessati ad aprire un'attività propria da oggi in poi scrivano a Monti, al Tesoro e al fisco facendo presente che sarà un piacere per loro avviare l'impresa all'estero (tanto ormai si può fare tutto via internet e comunque Londra non è poi così distante) per la gioia di fisco ed economie straniere. Ribellione fiscale! O chi si preso l'impegno di governare si impegna DAVVERO per un contesto favorevole alla creazione d'impresa o da oggi avvieremo tutti le nostre imprese  all'estero, così ve li sognate i nostri soldi!

giovedì 23 febbraio 2012

Recessione italiana e rincoglionimento fiscale

Si diceva che è necessario rilanciare le imprese, pensare a fiscalità di vantaggio più sagge, ecc.
E cosa ci ritroviamo in Italia? Ce lo dice il Sole 24 Ore (dove a quanto sembra si fanno grandi bevute):

Il decreto legge fiscale che il Governo porterà al Consiglio dei ministri venerdì prossimo - salvo nuovi ripensamenti - cambia a tutto campo l'intero calendario dei versamenti delle imposte dovute dalle imprese. Per sostenere le imprese in questa particolare fase di crisi economica e di scarsa liquidità, le nuove disposizioni allo studio dell'Economia cambiano tempi e modalità di versamento dell'acconto Ires e delle relative addizionali, nonché degli acconti Irap dovuta dalle sole imprese. Il nuovo calendario fissa quattro appuntamenti alla cassa in luogo dei due attuali: il 16 marzo, con il versamento del 30% dell'acconto complessivo dovuto nel periodo d'imposta precedente e il 16 giugno per un importo che, considerato l'anticipo versato, dovrà raggiungere complessivamente il 50% dell'acconto dovuto. Il restante 50% dovrà essere pagato al fisco in due rate di pari importo, rispettivamente entro il 16 settembre e il 16 novembre.

Avete letto bene, i giornalisti del Sole di logica se ne intendono: per sostenere le imprese in questa particolare fase di crisi economica e di scarsa liquidità, a venti giorni dalla scadenza, il Governo chiede di ANTICIPARE l'acconto che prima si pagava a giugno. E poi, invece di due versamenti, quattro... che non si capisce neanche su che bilancio andrebbero calcolati!
Poi ci stupiamo di questo?

Buona recessione a tutti!!!